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Obbligo di indicare l'origine

di Annibale Toffolo

Dobbiamo stare attenti alla provenienza del cibo e l’Unione Europea, con una nuova norma, li aiuterà, sebbene i cibi anonimi continuino ad essere troppi. Si plaude alla notizia che arriva direttamente da Bruxelles: a decorrere dal 1 gennaio 2025, i prodotti provenienti dall’Europa dovranno obbligatoriamente indicare l’origine della materia prima. Tale norma di commercializzazione riguarda, per la precisione, frutta e verdura, specialmente il settore delle banane, uno degli ambiti che più necessitano trasparenza a livello comunitario. Inoltre, avranno l’obbligo di etichettatura di questo tipo anche la verdura in busta, le noci, le mandorle, le nocciole, i fichi secchi, i funghi non coltivati, lo zafferano e molti altri. L’Italia, rispetto alla media dei paesi europei, può dirsi già sulla strada giusta per quanto riguarda la trasparenza della filiera. Abbiamo sempre creduto nella valorizzazione della filiera in cui gli agricoltori hanno un ruolo importante visto che sono loro i produttori del cibo che arriva a noi consumatori. Dobbiamo essere convinti che una visione chiara e trasparente del prodotto permetterà al made in Italy di crescere ulteriormente, e soprattutto di evitare che altri paesi possano spacciare come propri prodotti locali provenienti dalle nostre terre. I prodotti a cui fanno riferimento le nuove norme sono tutti rientrati pienamente nella dieta italiana già da diversi anni, sia per le proprietà nutritive che per la semplicità d’uso, dunque stiamo parlando di una necessità che gli italiani sentono molto vicina.

Ciò però non significa che il percorso sia giunto a conclusione. Sono ancora parecchi i prodotti per cui ancora questa salvaguardia e tutela non viene garantita, dai succhi di frutta alle marmellate, dai legumi in scatola al pane fino ai biscotti. C’è ancora una forte preoccupazione per il continuo arrivo sulle nostre tavole di cibi anonimi. E questo solo per quanto riguarda i prodotti da scaffale. Nei ristoranti ancora non c’è l’obbligo di indicare la provenienza della carne e del pesce presenti sui menu: ciò implica che per raggiungere una trasparenza totale i passi da fare sono ancora molti.

L’Italia sostiene un percorso di trasparenza a livello europeo ormai da diversi anni. Abbiamo iniziato a occuparci di tutela della filiera a partire dalla carne bovina, nel 2002, anno delle mucca pazza, allargandoci rapidamente a quanti più settori possibili: dal 2003 è obbligatorio indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, mentre dal 2004 le uova riportano il codice di identificazione e il miele deve indicare il paese di origine della raccolta.

 

Annibale Toffolo

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