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Elogio del Sedano

di Raffaele Ferraioli

In napoletano è chiamato “accio”, vocabolo derivante dal latino “ apium” e che conferma la regola fonetica che vede la “p” seguita da due vocali trasformarsi in doppia “ c” come da sapio a saccio, da sepia a seccia. Spesso viene femminilizzato in ‘ a laccia.

Stiamo parlando del sedano, il “ re dell’ orto”, considerato fin dai tempi più antichi il più potente degli afrodisiaci, come è confermato dall’ adagio qui di seguito riportato:

 

Diciam la verità se l’ uom sapesse

di quale ardore il sedano lo dota,

nel suo giardin ne produrebbe messe.

E se per caso a donna fosse nota

la carica che il sedano dà all’ uomo.

lo cercherebbe da Palermo a Como,

Che dire dei Romani e dei Sanniti.

lo usaron per la cura dei cavalli

e poi per render duri i propri falli.

 

Il sedano, termine derivante dal greco “Selinon”, per gli Ellenici era una pianta sacra e veniva effigiata sulle monete della città sicula di Selinunte, importante centro di produzione e commercializzazione di questo ortaggio.

Ippocrate soleva ripetere :” Il sedano sia il vostro alimento!”

Plinio riferisce che i Greci si astenevano dall’ usarlo in cucina perché ritenevano che fosse un sacrilegio verso una pianta tanto preziosa.

Lo stesso Omero gli attribuisce proprietà divine. Achille ,infatti ,grazie al sedano guarisce il proprio cavallo.

Gli antichi Romani lo prediligevano a tavola e lo usavano anche per comporre corone per i commensali e tenerli lontani dall’ ebbrezza alcolica.

Durante tutto il Medioevo le sue virtù terapeutiche furono universalmente riconosciute. Nel 400 Michele Savonarola sconsigliava di mangiarlo alle donne che volevano conservarsi caste, onde evitare di essere istigate al coito.

Nel 700 in Francia il sedano fu largamente usato come stimolante erotico. Pare che Madame Pompadour lo usasse contro la sua frigidità, per accrescere la libidine e la sensualità.

Il famoso gastronomo Grimod de la Reyniere scriveva : “ Non si può nascondere che il sedano sia una pianta corroborante, stimolante ed eccitante e , di conseguenza, fortemente afrodisiaca.”

Sia pure con una buona dose di falso pudore, oggi vengono apertamente riconosciute al sedano molte delle virtù attribuitegli nell’ antichità.

Le sue proprietà miracolose erano ben note alle stesse Janare, sacerdotesse di Diana, Menadi giunte nel Fiordo di Furore al seguito di Bacco, li abbandonate dal dio del vino e presto convertite al culto della dea dei boschi e delle arti magiche. Queste ninfe, un po’ fate e un po’ streghe ne ricavavano un Elisir tuttora in uso a Furore, in Costa d’ Amalfi, pare, con risultati straordinari.

C’è , infatti, chi si spinge ad affermare : “ Fa risuscitare pure ‘e muorte!

Anche se non è il caso di illudersi troppo, io penso che provare non nuoce.

D’ altronde che il sedano crudo contenga “Androsterone” è un fatto scientificamente provato, cosi come risulta accertato che questo ormone maschile stimoli l’ eccitazione femminile con un meccanismo particolarmente intrigante: viene rilasciato attraverso la sudorazione.

Non a caso gli antichi romani dedicarono il sedano a Plutone, dio del sesso oltre che dell’ inferno.

Nelle trattorie tipiche della Capitale, in particolare in quel di Trastevere, sopravvive l’ abitudine di servire come antipasto costine di sedano crudo in salsa Pinzimonio e guarda caso questa specialità porta il nome di Cazzimperio.

I benefici di questo ortaggio non sono un mistero per gli esperti in materia di alimentazione ed è per questo che ho ritenuto di tesserne l’ elogio e di decantarne le virtù.

Ricercare la felicità è un dovere di tutti, come di tutti è l’ obbligo morale di divulgarne i segreti.

Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra, io ho detto la mia…..

 

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