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Campo e dintorni tra i più belli della Marc

di Paolo Pilla

Nel Triveneto, una regione tra le più interessanti d’Italia dal punto di vista turistico per la sua posizione geografica, le sue opere d’arte, il suo spaziare dal mare alle Dolomiti le più belle montagne delle Alpi, e per avere il più grande lago d’Italia, certo non difetta di eccellenti strutture golfistiche. Nel raccontare Villa Condulmer è opportuno mettere in evidenza anche l’ambiente circostante, perché pregno di storia e di bellezza. Questo Campo da Golf, a Zerman di Mogliano Veneto, è il primo nato nella provincia di Treviso, ed è l’espressione dell’eleganza.

Il golfista che da Austria, Germania, ma da ogni parte del mondo, voglia scendere al Golf Villa Condulmer, si trova anche al centro di piacevoli cose da provare: Abitare le stanze patrizie della settecentesca dimora, l’hotel Villa Condulmer 5 stelle; godere la nota ospitalità di Treviso città medievale dalle case affrescate, e gustarne anche le eccellenze enogastronomiche; subire il fascino intramontabile della vicina Venezia; e corollario, approfittare del centro ippico Villa Condulmer.

Il Campo, sessanta ettari di pianura, non faticoso, ha un tracciato divertente. Diciotto buche Par 71 per complessivi 5.900 Mt, nove executive, il tutto tenuto con grande cura. I green sono veloci e strategicamente ben difesi, com’è giusto che sia. Buoni il Campo pratica, Chipping e Putting green. Di particolare rilievo l’aspetto ambientale: la manutenzione del manto erboso, che è curata con minima invasività e con l’utilizzo dell’acqua meteorica raccolta in giusti laghetti, distribuita con un impianto d’irrigazione, il “Rain Bird” a system block, progettato per assicurare l’uniformità della distribuzione sull’intera superficie. Il controllo è a cura del satellite, per cui è consentita l’erogazione dell’acqua, anche se viene a mancare il funzionamento della stazione centrale.

Le prime nove buche, progetto di John Harris su iniziativa del proprietario della villa, andarono nel 1960, a occupare parte del parco. Dieci anni dopo, Marco Croze disegnò le altre nove a completamento del Campo, con l’attenzione a incrementarne la lunghezza. Di particolare pregio, sulle prime nove, la ricchezza di piante secolari, e gli eleganti laghetti con le sponde fiorite. Caratteri-stica la buca 2, bella e famosa, dog-leg con gomito quasi a ridosso del green, e arricchita dall’originario ingresso: la storica cancellata inserita nelle antiche mura di cinta, assurta a icona del Circolo. Un po’ da pensare dà la 7, par 3 in cui per arrivare al green, la palla deve attraversare un profondo canale, obliquamente, per la pressoché totale lunghezza della buca. La delicata finezza delle prime nove buche, ha suggerito alla dirigenza del Club una loro speciale protezione tale da non far circolare i cart su di esse, concedendone l’uso solo sul restante percorso. Passando alle seconde nove, la 17 è la più insidiosa: un par 5 in cui è necessario porre attenzione all’ostacolo d’acqua che accompagna il fairway lungo tutto il suo tratto, e riuscire poi ad atterrare sul green, cinto dal lago quasi nella sua interezza, senza che la palla vada a mollo…

Edificata nel XII secolo sui resti di un più antico monastero, la villa padronale arricchitasi in ampliamenti legati alle esigenze della famiglia fino ad assumere l’aspetto settecentesco che conosciamo, rimase di proprietà Condulmer fino alla fine della Serenissima. Un membro, Gabriele, fu eletto Papa nel 1431, con il nome di Eugenio IV. Estintisi i Condulmer, la villa passò ad altri casati: Grassi, Tornielli, Bonaventura, fino ad approdare all’attuale proprietà, la famiglia Monti. Da qualche tempo è stata trasformata in albergo di lusso. La raffinatezza della villa fu apprezzata nel 1853 da Giuseppe Verdi, ospite per un periodo di riposo dopo la Prima della Traviata. Anche Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti, vi soggiornò con l’intero staff nel 1987, in occasione del summit internazionale G7 svoltosi a Venezia. Riuscire a iscriversi al Club, un tempo non era per tutti. Ora è più facile, ma fino in epoca non remota, vigeva la regola che per entrare a far parte del Circolo, era d’obbligo essere presentati da due soci garanti.

Lo staff è ottimo. Può contare su bravi maestri, il cui impegno è premiato dal vedere i propri allievi primeggiare su importanti competizioni.

Ecco i più recenti, che sotto la guida dei Pro Enrico Trentin e Giovanni Rettore hanno dato lustro al Club con i loro successi: nel femminile, Bianca Maria Fabrizio, Sofia Molinaro, Ludovica Farina, Emilie Alba Paltrinieri, Stefania Avanzo, Tullia Calzavara, vincitrici di numerosi Campionati nazionali e internazionali; in campo maschile Giovanni Dassù, Alberto e Andrea Gobbato, Giovanni Tenderini, e Gabriele Heinrich, quest’ultimo divenuto a sua volta professionista, coach per l’attività agonistica nel prestigioso Circolo lagunare, lo storico Golf Venezia al Lido.

La figura che non si può non menzionare, è quella di Egle Ancilotto valente segretario del Club, vedova di Ugo Scafa lo storico maestro, il “General”, del quale da sedici anni se ne gioca il Memorial. Dagli albori del Campo la signora Egle ha saputo dare al Circolo quell’aria di dignità e signorilità che lo contraddistingue.

Capita di sentire qualche favola benevola sui soci del Club, giacché taluno, in qualche atteggiamento, tende a esprimere una qualche aria di superiorità. Se consideriamo i trascorsi, e la nobile aria del luogo che si respira, possono anche essere un po’ capiti…. e perdonati.

Da qualche tempo il Circolo, su iniziativa di Luciano Bovo, Giudice arbitro nazionale e vice presidente del locale Club, ospita gli arbitri di Golf della zona 3 (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia) per le loro interessanti riunioni intese a commentare particolari episodi che si sono presentati durante i loro arbitraggi. Annualmente, poi, organizza la speciale gara amichevole degli arbitri di Golf, che serve a far loro assaporare l’altra faccia del Campo. Forse anche per questo, oltre che per sua natura, il Club esprime l’altra peculiarità: l’intransigente rispetto delle Regole del Golf e di Etichetta.

Dalla sua nascita, Il Golf Club Villa Condulmer ha sempre espresso l’eleganza e la tradizione tipiche della campagna veneta. La stessa cucina del ristorante del Golf è eccellente, e non tradisce la fama di ospitalità della Marca Trevigiana, anche con un occhio di riguardo al portafoglio. Si può ben dire che il Golf Villa Condulmer esprime lo spirito del Golf, il gioco più bello del mondo, e di questo godrà il visitatore, che avrà il piacere di giocarci. Al Presidente Aldo Preo, l’onore e l’onere di continuarla questa storia, seppur in tempi un po’ difficili.

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