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Il Pesce Persico

di Enzo Gambin

“Di questa specie furono seminati pochi esemplari dall’alto di Peschiera verso il 1880 e successivamente ne furono pescati appena 3-4. Si può ritenere specie scomparsa prima ancora che per deficienza di semina, abbia potuto tentar di affermarsi”. Il Pesce persico invece piano si diffuse nel Garda.

Degli interessati studiosi ne fanno risalire la presenza non tanto alla prima semina del 1880, ma alle piene del Po che nel 1908, con i loro rigurgiti d’acque proveniente dal Mantovano, immisero specie nuove di pesci nel fiume Mincio e, da qui questi pesci risalirono nelle acque lacustri.

Altri ritengono che la nuova colonizzazione di Pesce persico, provenga dai laghi mantovani tramite il fiume Mincio dopo la costruzione per ragioni militari delle chiuse, 1916-1917, che in certi periodi tolsero ogni dislivello fra i due bacini d’acqua.

Alcuni invece individuano la provenienza del Pesce persico dalle acque del Po, lungo il Canale Bianco, il Tartaro, dove è presente dal 1912, e, attraverso i corsi d’acqua delle Valli Grandi Veronesi, sembra abbia raggiunto il Benaco.

Fatto sta che il Pesce persico ai primi del Novecento si aggiunse alla fauna locale del lago di Garda.

Da alcune brevi note d’archivio sulla ittiologia gardesa sappiamo che “..di persici ne furono catturati nel Garda un esemplare nel 1923, due nel 1925, altri pochi nel febbraio-marzo 1926, tanto in valle di Garda, quanto nell’alto di Lazise, di Sirmione, come all’incile del Mincio”.

Il Pesce persico appartiene alla famiglia dei Percidae, ha il corpo di forma ovale; dorso arcuato e peduncolo caudale assai stretto; testa grossa e bocca terminale di grandi dimensioni; doppia pinna dorsale, la prima munita di raggi spinosi; colorazione del dorso verdastra con fasce di tonalità più scura; il ventre è bianco; pinne pettorali giallastre, pinne ventrali, anale e caudale aranciato; la taglia è 25 cm (300 g) a 4 anni; molto raramente arriva a 40-50 cm (1,5 kg).

Il suo ambiente di vita è lacustre e fluviale a corrente molto debole; ha abitudini sedentarie e si riunisce spesso in gruppi, soprattutto in età giovanile.

La sua alimentazione è data da invertebrati durante l’età giovanile, predatore di altri pesci da adulto.

La femmina depone tra aprile e la fine di maggio, in relazione alla temperatura ambientale (predilige 14-15 °C); si riproduce in acque basse con fitta vegetazione o con abbondante presenza di radici.

Il pesce persico è l’unico percide autoctono delle acque interne italiane (Gandolfi & Zerunian, 1987).

 

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