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Il Greco Aglianico vino-bandiera del sud

di Nino D’Antonio

Ultimo in Europa per epoca di vendemmia, primo al Sud per carattere, notorietà, tradizione. L’Aglianico è un vitigno storico, riscoperto di recente grazie all’impegno di enologi e produttori che hanno saputo valorizzare l’impronta dei territori più tipici. La vite ha accompagnato la grande emigrazione greca dall’Eubea verso le coste del Tirreno e dello Ionio, dove è stata messa a dimora e coltivata, per poi diffondersi in tutto il Mediterraneo e in molti paesi dell’Europa. I primi insediamenti, che apriranno la via a questa straordinaria avventura, risalgono all’VIII secolo a.C., e sono da ricercarsi a Paestum, ad Elea, a Ischia – la greca Pithecusa - dalla quale seguirà poi l’approdo sulle coste di Cuma, nei Campi Flegrei.

Un viaggio imprevedibile e confuso, che continuerà con le legioni romane, lungo il quale la Campania esporta le proprie viti, ma accoglie anche quelle provenienti dai frequenti scambi con i popoli mediterranei. S’insedia così, e si svilupperà nei secoli, quella straordinaria varietà di uve che ancora oggi costituiscono una vera miniera per la viticoltura campana. La quale – per la singolare natura del suolo – in gran parte vulcanico e con forti differenze climatiche – ha creato una barriera insospettabile contro l’attacco della fillossera, alla fine dell’Ottocento.

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