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Prospettive 2024 per la denominazione: Conegliano Valdobbiadene Docg

di Silvia Allegri

Un nuovo ambizioso progetto sul tema della sostenibilità per la valorizzazione delle denominazioni di origine vede in prima linea anche il Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. E intanto la denominazione, se è vero che in linea con il trend del 2023 ha conosciuto un calo delle vendite, ha raggiunto in compenso un aumento in valore stimato a +4,7%. Un dato, questo, che garantisce stabilità e invita a guardare con fiducia al futuro. Investendo sulla comunicazione e sull’enoturismo, che dal 2022, subito dopo la pandemia quindi, è in continua e costante crescita.

 

Un viaggio nel tempo dal riconoscimento della Docg all’inserimento nel patrimonio Unesco

 

È il 7 giugno 1962 quando undici produttori costituiscono il consorzio di tutela del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e nel 1966 nasce a Pieve di Soligo la Strada del Vino Bianco oggi Strada del Prosecco, prima strada italiana del vino. Altra tappa importante è il 2003, quando all’area dei quindici comuni del Prosecco Doc viene assegnato lo Status di primo distretto spumantistico d’Italia. Ma bisognerà aspettare il 17 luglio 2009 per vedere le anime del Prosecco trovare la sintesi più alta a livello istituzionale: lo Stato italiano riconosce infatti in questa data la nuova denominazione di origine: il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene viene promosso a Docg e diventa la 44esima Docg italiana.

Ma il successo non si ferma qui e la bellezza di questa terra aspettava di essere premiata a livello planetario. E il traguardo è stato raggiunto: nel luglio 2019 le colline delle terre del Prosecco Superiore Docg di Conegliano e Valdobbiadene, nel nord-est dell’Italia, vengono riconosciute dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. E basta un primo sguardo per comprenderne la ragione: a 50 chilometri da Venezia e a 100 dalle Dolomiti, esse rappresentano un paesaggio caratterizzato da dorsali collinari, villaggi e coltivazioni. In un’altitudine compresa tra i 50 e i 500 metro s.l.m., queste terre vantano un suolo nato dal mare e plasmato dal ghiaccio che gode oggi di un microclima privilegiato. Per secoli questo terreno aspro è stato modellato e adattato dall’uomo e sin dal 17esimo secolo l’uso dei ciglioni, i piccoli vigneti su strette terrazze erbose foreste, ha creato un particolare paesaggio a scacchiera formato da filari di viti parallele e verticali rispetto alla pendenza. L’aspetto a mosaico del paesaggio è il risultato di pratiche rispettose dell’ambiente e che fanno un uso virtuoso del territorio, oggi come nell’antichità, con i vitigni che si alternano a piccoli boschi, siepi e filari di alberi che servono da corridoi per collegare diversi habitat.

 

Il capitale umano che fa la differenza

 

Facile da bere, piacevole, poco impegnativo e proprio per questo amatissimo, in ogni angolo del mondo. Ma non è solo questo il segreto della denominazione: a permetterne la crescita e il successo sono stati due fattori, che hanno a che fare con il capitale umano, con la tradizione e con l’amore per autentico per le proprie origini. Merita di essere ricordata, quindi, la scuola enologica di Conegliano, la prima creata in Italia giusto un decennio dopo l’ingresso del Veneto nella nuova nazione. Per questo ai confini dell’area Docg i visitatori sono accolti da un cartello, realizzato dal Consorzio di Tutela, che ricorda loro come quest’area sia il vero luogo di nascita del Prosecco “Superiore dal 1876”. La scuola continua a essere un riferimento imprescindibile per il territorio: qui l’esperienza è diventata scienza e la tradizione si è fatta innovazione, con la formazione di tecnici e sperimentatori che hanno rappresentato la colonna portante di buona parte dell’enologia nazionale. Il secondo fattore è rappresentato, invece, dalla gente: in ciascuno dei Comuni collocati tra Conegliano e Valdobbiadene ogni famiglia è in qualche modo coinvolta nel vivere e far crescere in maniera corale la Civiltà del Prosecco, direttamente o indirettamente, anche quando i suoi componenti operano in settori del tutto diversi da quelli della filiera enologica.

Merita sottolineare poi che nel distretto vitivinicolo del Conegliano Valdobbiadene si vanta il più elevato ricambio generazionale. È questo uno dei dati che salta più all’occhio nella lettura dell’ultimo Rapporto Economico della Denominazione. La presenza giovanile all’interno delle aziende e delle cantine nell’ultimo decennio ha avuto una crescita esponenziale: se nel 2013 i giovani erano poco meno di 800, oggi sono saliti a ben 1.312 e rappresentano il 37,3% del totale degli addetti.

Con una crescita di presenza più in cantina (+21,4%) che in vigneto (-1,2%), a sottolineare la volontà delle giovani generazioni di entrare preferibilmente all’interno dei processi produttivi del vino, dove possono offrire quella vivacità, curiosità e senso della scoperta che sono le loro prime doti naturali. Su queste basi lo scorso anno il Consorzio ha deciso di avviare il progetto Young Club Conegliano Valdobbiadene, progetto che prevede il coinvolgimento dei giovani tra i 25 e i 35 anni che operano in ogni settore delle aziende socie, dall’ambito tecnico-viticolo a quello commerciale e marketing, per discutere insieme del futuro della denominazione e del prodotto.

 

Sostenibilità all’ordine del giorno

 

In prima linea per promuovere e incentivare la diffusione e la conoscenza, sul mercato italiano, francese, tedesco, danese e svedese di vini e i formaggi DOCG e DOP provenienti dalle zone protette, patrimonio dell’Unesco, espressione di territori unici.

È questo uno degli obiettivi 2024 per il Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, che figura tra i partner della nuova campagna “Born Sustainable – Autenticità e sostenibilità.

Scopri i sapori dei territori protetti d’Europa”, co-finanziata dall’Unione Europea nell’ambito della misura 1144. All’interno del progetto il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, in linea con i temi fondamentali della sua azione, ovvero tutela, promozione e sostenibilità, ha inserito la partecipazione alla fiera Vinexpo Parigi per le prossime tre edizioni (2025-2026-2027), la fiera Prowein di Düsseldorf sempre nelle prossime tre edizioni (2024-2025-2026) insieme ad un attività triennale di incoming di giornalisti e operatori provenienti dai cinque paesi target del progetto (Italia, Germania, Francia, Danimarca e Svezia), oltre a un intenso programma d’informazione e promozione, sempre della durata triennale, nel mercato interno a questi paesi.

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