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Quando si dice lungimiranza

di Raffale Ferraioli

In un paesaggio naturale complesso, l'uomo cerca strumenti che riconduca tale molteplicità all'unità della propria intelligenza.

Leo Strauss

 

 

C'è voluto un bel coraggio e una buona dose di quel che si definisce lungimiranza per pensare di aprire una locanda in un paese come Furore degli anni Trenta.

Pur trattandosi di una piccola trattoria con annesse due camere, più che altro destinate alle maestranze impegnate nella costruzione della rotabile Amalfi-Agerola, l' iniziativa è da considerarsi a dir poco avveniristica.

Le due camere erano dotate di regolari bagni, attrezzate con accessori tecnologicamente avanzati e in particolare con vasche di scarico e relative catenelle.

Una novità assoluta per quei tempi, che ancora vedevano la presenza nei cessi di ferze di lenzuola non più rattoppabili, inchiodati alla parete e destinati a macularsi via via fino a somigliare alla pelle di un leopardo.

E venivano appunto chiamati liupardi.

In più c'è da apprezzare la scelta del nome di questa trattoria: Bacco, dio del vino, in omaggio alla produzione propria di un nettare fin da allora di qualità superiore, particolarmente apprezzato dai suoi ospiti entusiasti.

Per tutti questi motivi Nonno Raffaele può essere considerato il vero antesignano dello sviluppo turistico di Furore.

Correva l'anno 1927 e questo Comune venne aggregato a quello di Conca dei Marini.

Fu una vera e propri condanna all'emarginazione e al degrado. Furore per circa un ventennio, quello fascista, per intenderci, fu relegato al ruolo di squallida periferia di Conca: niente acque nelle case, niente energia elettrica, niente scuola, niente cimitero, niente strade, niente di niente!

Nel 1935 fu finalmente completata la strada Amalfi - Agerola. Venne a inaugurarla Achille Starace. Segretario Nazionale del Partito Fascista e fu festa grande!

La costa d'Amalfi veniva finalmente collegata all'area interna stabiese e lo sparso abitato di Furore attraversato con una serpentina spettacolare.

La nuova arteria si articolò in sei tornanti (noi li chiamiamo gironi) con visioni mozzafiato sulla costa e sul mare. Si sviluppò così il fuori porta e i gitanti della domenica, grazie a questa nuova strada divennero sempre più protagonisti di veri e propri raid domenicali. Le tribù dei seightseer cominciarono a popolare la montagna e il mare. E venne il tempo della villeggiatura con gli appartamenti presi in fitto, per mesi, se non per l'intera estate.

La Trattoria Bacco divenne presto una meta fra le più ambite per pranzi e cene dei dì di festa.

Il menu era quasi fisso e non mancavano mai nè la pasta al forno nè il pollo rosolato, prelevato dal pollaio, macellato, cotto e servito in diretta, nel giro di poco più di mezzora. Nonno Raffaele non c'era più e al suo posto erano subentrati papà Andrea e mamma Letizia.

E c'eravamo noi: io, mia sorella Angela, mio fratello Antonio che sgambettavano fra i tavoli. Nel vecchio libro degli ospiti c'erano e ci sono ancora le firme e i giudizi di illustri ospiti: dai fratelli De Filippo a Libero Bovio, alla coppia Magnani-Rossellini con Federico Fellini.

Una sorta di Tripadvisor ante litteram con una sorta di recensione poetica della quale andare ancora oggi orgogliosi, a firma di Raffaele Viviani.

Il drammaturgo napoletano, originario di Castellammare di Stabia, così scrisse:

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