Salta al contenuto principale
loading

Elisa Bertaglia: tecniche raffinate

di A.A.

Nella propria ricerca artistica Elisa Bertaglia (Rovigo, 1983) si interroga ed esplora i concetti di natura, simbolo, ambiguità, dualità e memoria, utilizzando una prospettiva al contempo intima e condivisa.

Attraverso un linguaggio onirico e simbolico, l’artista indaga tematiche connesse alla filosofia e alla storia, analizzando il concetto di soglia intesa come metamorfosi, difficile e necessaria alla ricerca e allo sviluppo dell’identità.

Nel ricco vocabolario iconografico di Bertaglia, vertebre e ossa di pesce, radici e foglioline intrecciate, corpi umani avvolti da rami di piante carnivore e bestie feroci, sono simboli del cortocircuito nel complesso compendio di riti e regole che celebrano il passaggio naturale tra innocenza e consapevolezza.

Nella propria pratica l’artista persegue una costante sperimentazione di tecniche, supporti e materiali, attraverso un approccio eterogeneo ed eclettico, realizzando dipinti su tela o carta di piccole e grandi dimensioni, sculture, installazioni, opere murali e progetti site-specific.

Come attestano molti tra i suoi titoli – inclusi “Brutal Imagination”, “Out of the Blue” e “Singing over the Bones” –, la ricerca di Bertaglia è sempre stata aperta a contaminazioni e suggestioni. In particolare, l’influenza della letteratura (importanti sono gli autori contemporanei, tra cui Maurizio Maggiani, Han Kang e Cornelius Eady) e del cinema (ad esempio dei registi Patrice Leconte, Kim Ki-duk e Bernardo Bertolucci) ha aperto il lavoro dell’artista a molteplici livelli interpretativi.

In “Assolo. Singing over the Bones” e nell’omonima serie “Singing over the Bones” (presentata per la prima volta nel 2019 alla galleria Martina Corbetta Arte Contemporanea in una mostra personale curata da Rossella Farinotti) Elisa Bertaglia allude simbolicamente alla narrazione mitologica della “Loba”. Figura sciamanica selvaggia e primitiva, la Loba – donna lupo – vive nelle ampie praterie sudamericane vagando alla continua ricerca di ossa di animali, specialmente di lupi. Una volta trovate, le raccoglie e ne ricompone lo scheletro.

Inizia così a far fluire su esse un canto vivificatore: lentamente lo scheletro si ricopre di muscoli, tendini, organi, pelle e peli finché l’animale riprende vita e corre libero nella foresta. Il mito della Loba ripercorre il tema della metamorfosi intesa come simbolo di trasformazione e rinascita, profondamente connessa con il processo di cambiamento e crescita che ognuno di noi si trova ad affrontare in un dato momento della vita.

In “Assolo. Singing over the Bones” la superficie del dipinto vive della tensione tra la struttura compositiva pittorica astratta e gli elementi grafici narrativi: un disegno raffinato ed evanescente evoca profili di piante a stelo lungo e sottile che salgono dal basso verso l’alto. Le foglie presentano una forma stretta ed appuntita e creano una fitta rete di rami intrecciati oltre i quali è impossibile vedere, restituendo l’impressione di un mondo sospeso ed immaginario. “Brambles” è un ciclo inedito di opere ad olio su carta in cui l’artista fonde grafica e pittura in un solo elemento visivo. Minuscole foglioline di rovo intrecciate riempiono la superficie del dipinto come a creare un muro di separazione tra l’osservatore ed un qualcosa nascosto al di là della visione. La superficie ricca ed elaborata funge da cortina nebbiosa, senza lasciare in vista rami o steli. Ne emerge solo il brusio della fitta stratificazione vegetale dispiegata sulla superficie in maniera ritmica e regolare, dall’alto verso il basso.

Il colore apparentemente monocromo ci riporta su di un piano meditativo completamente lontano dalla realtà: minime variazioni di grigi caldi e freddi, blu diafani e bianchi perlati, conducono la narrazione verso un piano concettuale e filosofico, in cui la visione a-prospettica e sintetizzata richiama sia formalmente che teoricamente una visione orientale di spazio e tempo. La scelta della pianta del rovo allude agli aspetti più complessi ed ambigui celati nel simbolo vegetale: questo velo intarsiato di foglie apparentemente innocue si pone davanti a noi come una separazione tra ‘qui e là’, un ostacolo da affrontare e da superare, una nuova dimensione da scoprire.

q

Vuoi ricevere la rivista Taste Vin?

Scrivici