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La Vernaccia di San Gimignano firmata Simone Santini

di Nino D’Antonio

Di terra neanche a parlarne. La sola disponibile è quella contenuta nei tre vasi di terracotta della nonna. Piante, insomma. Che il piccolo Simone non esita a rimuovere per buttarci dentro semi di pomodoro e di nespolo. Questi ultimi avranno successo, ma la forza delle radici spaccherà il vaso. Poi verrà l’affidamento di un pezzo dell’orto dei frati Agostiniani, e ancora l’approdo alla Scuola Agraria, fino al diploma in Enologia. Ma la terra continua a essere un sogno. Almeno fino al rimpatrio dall’Inghilterra di zio Gabriele, che aggiunge un po’ di soldi a quelli dei genitori di Simone Santini per l’acquisito di un rudere, con un pezzo di terreno intorno. Anche se si tratta in prevalenza di bosco, e i pochi filari di viti seccheranno tutti con la prima gelata.

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