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A Villa Selvatico tanto di cappello

di C. R.

Sono passati solo nove mesi dall’apertura, a dicembre 2017, del ristorante Villa Selvatico, eppure l’autorevole Guida “I Ristoranti e i Vini d’Italia” 2019 de l’Espresso, presentata ufficialmente ieri a Firenze, ha assegnato alla cucina del giovane chef Alessandro Rossi e del suo staff il primo “Cappello”, che contraddistingue i migliori ristoranti d’Italia.

Raramente tale riconoscimento viene assegnato nel primo anno di attività, ma il ristorante Villa Selvatico e chef Rossi, con la sua cucina di ricerca dalle radici tosco-venete, hanno evidentemente convinto Enzo Vizzari e i suoi collaboratori a fare un’eccezione.

Merito sicuramente della già brillante carriera dello chef, classe 1991, che dopo importanti esperienze professionali con Filippo Germasi, Alessandro Dal Degan, Stefano Ciavatti, consegue nel 2016, a soli 25 anni, la prima Stella Michelin al ristorante Leggenda dei Frati, come socio di Filippo Saporito prima a San Giovanni d’Asso e poi nella prestigiosa location di Villa Bardini, nel centro di Firenze.

Una volta assimilata la lezione dei suoi maestri, Alessandro Rossi costruisce un percorso proprio improntato sulla tradizione, con influenze classiche e forti venature creative, concentrato sulla ricerca di forme e consistenze, senza mai prescindere dalla scrupolosa selezione delle migliori materie prime.

Merito della brigata di cucina e di sala, quasi completamente Under 30, composta da giovani appassionati e competenti sia in cucina che nel servizio e nella selezione degli abbinamenti con i vini della Cantina. Cantina che, nel corso degli ultimi mesi, è passata da circa 100 a oltre 300 etichette, tra le quali, oltre alle Maisons e alle denominazioni francesi più blasonate e alle cantine italiane più illustri, trova posto una interessantissima selezione di piccoli produttori italiani ed esteri. Merito, anche, di una location affascinante come la villa di inizio Novecento, circondata dal suo grande Parco, con la sua dèpendance in cui trovano posto, in due edifici separati, 6 camere per il pernottamento e il Ristorante, diviso in tre sale in stile Liberty, con tavoli tondi ben distanziati, incorniciati tra gli stucchi veneti dai toni pastello alle pareti e affreschi originali sul soffitto, lampadari di vetro di Murano e un tocco di contemporaneità dato dalle poltroncine di design e dalle coloratissime tele dell’artista trevigiano Rijo.

Mancano pochi giorni per il rinnovo del menu, con i nuovi piatti ideati da chef Rossi che sapranno sorprendere la già nutrita clientela di appassionati e gourmet.

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