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Due nuovi Supertuscan dell'azienda Belagaio

di Chiara Masini

Nascono da un posto incontaminato in Toscana, tra Radicon-doli e San Gimignano due vini ottimi, due nuovi Supertuscan, in una bella realtà aziendale in conversione biologica dal 2020.

Un vino si chiama Villa Podere Cerciano come l’omonimo Podere a 400 metri sul livello del mare dove quest’uva viene coltivata in filari a guyot.

L’altra nuova etichetta si chiama l’Ottavo Giorno, un nome suggestivo scelto dalla titolare che fa pensare alla creazione divina quando Dio creo il mondo in sette giorni e l’ottavo si concentrò sulla creazione di qualcosa di magico, che potesse dare gioia agli uomini e alle donne, un prodotto buono come il vino.

“ Sia Villa Podere Cerciano che l’Ottavo Giorno hanno base Sangiovese – racconta l’enologo Nicola Berti- Villa Podere Cerciano annata 2019 ha 80% Sangiovese e circa 20% Merlot. Qui i suoli sono di medio impasto franco argilloso, franco limoso e franco sabbioso, ci sono anche parti con più scheletro ideali per il Sangiovese. Per quanto riguarda l’altra nuova etichetta dell’azienda Belagaio, l’ Ottavo Giorno invece – continua l’enologo - è composto da un 90% di Sangiovese e 10% di altri uvaggi a bacca rossa come Canaiolo, Colorino e Merlot.”

L’impresa Belagaio che è composta da più poderi in varie zone vocate della Toscana, ha scelto per creare Villa Podere Cerciano una collina incontaminata a mezz’ora da Siena, lontano dal traffico. Qui le uve vengono raccolte manualmente nella seconda settimana di settembre iniziando dal Merlot, poi il Sangiovese infine il Cabernet Sauvignon.

La vinificazione è tradizionale la fermentazione inizia nei nuovi serbatoi di acciaio inox, una macerazione di circa sette giorni, vengono usati lieviti selezionati, la malolattica avviene sempre in acciaio.

Villa Podere Cerciano prosegue l’affinamento in tonneau francesi a media tostatura. Mentre l’Ottavo Giorno viene affinato in barrique di legno per quindici-diciotto mesi. Per l’Ottavo Giorno l’affinamento è in barrique di rovere francese.

Entrambi i vini si presentano al bicchiere con un colore rosso granato intenso, brillante, in bocca hanno un tannino elegante ed equilibrato.

L’Ottavo Giorno all’analisi olfattiva mostra un sentore minerale, con note di pepe nero, una buona persistenza e struttura. A tavola l’abbinamento ideale è con piatti di carne e cacciagione, tipici della cucina toscana e anche veneta. Le due bottiglie esprimono al meglio il loro potenziale nell’arco di cinque-dieci anni.

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