Prosecco Doc Rosè: aperitivo per l'estate
di Silvia Allegri
È conosciuto e apprezzato ormai da 5 anni: dal 2020 il Prosecco DOC Rosé è entrato ufficialmente nel disciplinare, portando le bollicine più famose del mondo ad essere anche in rosa. Composto tra l’85 e il 90% di Glera e tra il 10 e il 15% di Pinot Nero, esso rappresenta l’evoluzione di un vino già noto nel mondo, e che permette oggi di rafforzare ulteriormente una Doc che ha conquistato gli amanti del buon bere ormai da decenni e continua a essere amatissima da diverse fasce di consumatori. Inclusi, e questo non è affatto scontato, i giovani.
Il Prosecco Doc Rosé è prodotto nella tipologia Spumante e nelle versioni più secche, ideali per valorizzare finezza e pulizia in bocca, con una gradazione zuccherina più limitata.
Fresco, piacevole, ideale per un aperitivo estivo o addirittura per un tutto pasto, il Prosecco Doc Rosé attira l’attenzione e conquista il pubblico degli amanti del vino, in Italia e oltre confine. Non a caso è stato chiamato, fin dalla sua uscita ufficiale, un enfant prodige del vino, pronto a ottenere in pochi mesi un successo internazionale. Ottenuto dalla spremitura soffice delle uve bianche e da una leggerissima macerazione delle uve rosse volta a contenere le sostanze tanniche e a esaltare i profumi, questo vino offre un piacevole equilibrio al naso e in bocca, rivelandosi ideale per innumerevoli abbinamenti, purché vi sia, di fondo, la ricerca di sapori delicati ed eleganti.
L’arrivo ufficiale del Prosecco Doc Rosé era nell’aria già da un po’. Perché, parallelamente alla decisione di introdurlo nel disciplinare, era sufficiente osservare i trend del mondo del vino per comprendere come fossero già presenti tutte le condizioni per un successo garantito: gli appassionati di vini rosati sono chiaramente in crescita esponenziale, complice anche la maggiore consapevolezza su una certa complessità legata al vino rosa.
L’epoca che vedeva questo colore associato a vini facili, adatti a bevitori di poche pretese, è ormai un ricordo lontano.
Anzi: rosa nel bicchiere equivale a grande sapienza in cantina.
Proprio in Francia, Paese di grandi intenditori, il Prosecco DOC Rosé è molto apprezzato, affermandosi come terzo mercato d’esportazione, dopo Stati Uniti e Gran Bretagna.
Le uve
La Glera si conferma sempre la protagonista del Prosecco Doc Rosé: piacevole, con una struttura di medio corpo, spiccatissime note fruttate e floreali, fresca.
Ad affiancarla, regalando le sfumature rosa, è il Pinto Nero, ampiamente e storicamente presente nei vigneti del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, noto per la sua ecletticità, l’eleganza indiscussa, la finezza dei suoi profumi. La combinazione, dunque, è per forza vincente: gustiamo nel calice un vino facile, ma anche intrigante, all’altezza di abbinamenti raffinati e insoliti, dall’antipasto alla pasticceria.
Consorzio: l’interesse per il Prosecco aumenta grazie alla versione ‘rosa’
“Il Prosecco DOC Rosé ci sta regalando grandi soddisfazioni”, afferma Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio di Tutela Prosecco DOC.
“Quando, nel 2020, abbiamo introdotto questa tipologia all’interno del Disciplinare di produzione, l’obiettivo era chiaro: intercettare i gusti di nuovi consumatori, ampliando l’offerta senza sovrapporsi alle tipologie già esistenti. Puntavamo a coprire una quota tra l’8 e il 12% della produzione complessiva, e i numeri confermano che la direzione intrapresa è quella giusta, avendo avuto nel 2024 una produzione di oltre 60 milioni di bottiglie su un totale di 660 milioni”. Per la precisione, gli imbottigliamenti di rosé nel 2024 raggiungono 61 mln di bottiglie: + 20,6% rispetto al 2023.
“Il Prosecco DOC Rosé è oggi molto apprezzato sia in Italia sia all’estero, anche grazie a una mirata attività di promozione.”
Tra le varie iniziative di promozione del Prosecco DOC Rosé si citano due azioni emblematiche: da un lato, le celebri “pantere” della Prosecco DOC Imoco Volley nel 2021 hanno inaugurato le nuove maglie rosé: una scelta cromatica non solo estetica, ma simbolica, pensata per celebrare l’eleganza del Rosé e allo stesso tempo sostenere messaggi di inclusione e rispetto, grazie al claim condiviso “Osa il rosa”.
Dall’altro lato, il rosato della Denominazione ha dominato uno dei palcoscenici più iconici del mondo: Times Square, a New York, dove le bollicine italiane hanno illuminato i maxischermi del cuore pulsante della metropoli, portando con sé il gusto e l’identità del Prosecco DOC Rosé.
“Guardiamo con fiducia al futuro, certi che chi si lascerà affascinare da Prosecco DOC Rosé saprà coglierne le caratteristiche che lo diversificano dal Prosecco DOC, senza tradirne l’essenza, fatta di sentori freschi, floreali e fruttati, che si distinguono per finezza ed eleganza.”
Sentori e abbinamenti
I profumi sono quelli del Prosecco nella sua versione classica, a cui si aggiungono eleganti sentori di buccia d’arancia, mandorla, pesca dalla polpa gialla, melograno, piccoli frutti rossi. Si sposa perfettamente con antipasti a base di verdure di stagione e pesce crudo, ottimo anche con primi conditi con olio e burro, originale e piacevolissimo con la pizza.
Come si diceva, la piccola pasticceria si rivela un’ottima abbinata. Specialmente se arricchita di frutti rossi, dal ribes alle more, dalle fragoline di bosco al lampone.
Un’estate in rosa, quindi.
Ma preparandosi a degustazioni con piatti anche più complessi in altre stagioni: gli amanti del rosato, oggi più che mai, continuano ad apprezzarne la presenza in tavola anche in occasioni importanti e per tutto l’anno. Addirittura, scegliendo il Prosecco Doc Rosé come vino da tutto pasto. Provare per credere.
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