Natura, passione, personalità in una terra di confine
di S.A.
Una terra di confine dove le differenze e le peculiarità non portano divisioni, ma semmai creano ricchezze e vengono esaltate. Siamo a Mansué, in provincia di Treviso, ma di fatto in un territorio a cavallo tra la DOC Friuli e la Prosecco DOC Treviso. Nasce qui Tenute Tomasella, azienda vinicola estesa su 50 ettari vitati, di cui 10 in Friuli e 40 in Veneto. Dove da oltre 50 anni si lavora con le idee ben chiare: dare vita a una viticoltura il più sostenibile e meno impattante possibile, e a vini che esprimano nelle loro caratteristiche i territori da cui nascono.
Un po’ di storia
La storia di Tenute Tomasella ha inizio nel 1965, quando Luigi Tomasella fonda l’azienda vinicola a Mansué, in provincia di Treviso. Dopo oltre trent’anni di produzione di vino sfuso l’azienda passa nelle mani del figlio Paolo, attuale proprietario, che rivoluziona la produzione portando, negli anni 2000, l’azienda a vendere la maggior parte del proprio vino in bottiglia. Da allora Tenute Tomasella porta avanti una produzione incentrata alla ricerca della migliore espressione qualitativa della propria produzione. In vigna il lavoro è manuale per tutte le varietà, a eccezione del Glera, con selezione delle uve in campo e diradamento prima della vendemmia.
Inoltre, dalla vendemmia 2017 Tenute Tomasella ha ricevuto la certificazione SQNPI (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), che valorizza le produzioni agricole, ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, realizzate cioè con processi di coltivazione rispettosi dell’ambiente e della salute dell’uomo. Dal 2021, inoltre, l’azienda ha avviato il processo di conversione al biologico ed entro il 2026 tutta l’azienda sarà completamente convertita.
Una ricerca costante e la natura al centro di tutto
Sono due i pilastri su cui si fonda il lavoro della famiglia Tomasella. Punto di partenza, ovviamente, è l’ascolto dei ritmi della natura: assecondarli, dare il tempo alla vigna di fare il suo corso, limitare l’intervento umano ai soli momenti necessari. E qui entra in gioco il secondo aspetto, non meno importante: l’utilizzo equilibrato dei progressi tecnologici. La Tenuta promuove ricerche mirate a una viticoltura sostenibile, come quella che ha visto la collaborazione con Diego Tomasi, ricercatore CREAVE – per lo studio di analisi sulla diversità dei suoli, rivolto ad approfondire la conoscenza del proprio terroir per fronteggiare il cambiamento climatico e rendere la vite sempre più resiliente e adattabile ai mutamenti in corso. Tappa necessaria, questa, in una tenuta che vede una straordinaria diversità di suoli, ognuno dei quali ricco di potenzialità.
E poi è arrivato ICAROX4, vero e proprio esempio di tecnologia 4.0 al servizio dei viticoltori e di un approccio sostenibile per la salvaguardia della vigna. Si chiama così il primo robot ibrido al mondo che permette il trattamento del vigneto con raggi UV-C per la protezione, senza pesticidi, dai più frequenti patogeni della vigna. Progettato dalla start-up Free Green Nature e pensato per ottenere una riduzione o, quando possibile, l’eliminazione completa di fitofarmaci in agricoltura, esso si propone come sistema di prevenzione attiva per salvaguardare il vigneto dall’attacco di alcuni dei funghi e microorganismi più pericolosi e frequenti, in particolare Oidio, Peronospora e Botrite. Il funzionamento prevede infatti l’emissione, in modo del tutto automatizzato, di raggi UV-C che, passando la parete cellulare dei patogeni, sono in grado di causare gravi danni cellulari e determinarne la stessa inattivazione. Ha una capacità di copertura di circa 10/15 ettari e la necessità di avere un “comandante”: un vero laboratorio ambientale installato all’interno della proprietà, in grado di analizzare una serie di fattori (come vento, umidità, pioggia o punto di rugiada); prevedere attraverso un algoritmo una possibile infezione della vigna e, quindi, attraverso un segnale radio, attivare ICARO X4.
La salvaguardia delle api
L’azienda aderisce al progetto Saving Bees, pensato per salvaguardare la vita delle api, determinanti nella sopravvivenza della maggioranza delle specie vegetali e quindi guardiane della biodiversità. Il progetto non è strettamente legato alla produzione viticola, ma si tratta di un’iniziativa che Tenute Tomasella ha deciso di intraprendere come un impegno sentito verso la sostenibilità e l’ecosistema del territorio. La missione di Savingbees.org è la creazione di Oasi Apistiche, ovvero grandi terreni, destinati a prato fiorito permanente, dove gli impollinatori, e dunque non solo le api, possano riprodursi e creare dei punti ad alta biodiversità ricchi di fioriture.
E così, da questa consapevolezza, ha avuto inizio un nuovo capitolo della collaborazione con Saving Bees: il progetto della prima Oasi Apistica Arborea per impollinatori. Con il coinvolgimento dei ragazzi di Centoboschi è stato creato un bosco che si estende per 1,7 ettari all’interno della tenuta e per il quale sono già stati piantati 550 tra alberi e arbusti. Con questo progetto Tenute Tomasella ha contribuito alla pubblicazione del libro “Solo Dance” sulle api Selvatiche, pensato e scritto per i bambini.
“Abbiamo abbracciato con passione la conversione al biologico, credendo fermamente che solo rispettando la terra possiamo esprimere al meglio la sua essenza”, dichiara Paolo Tomasella. “Ci rende orgogliosi pensare di essere innanzitutto i custodi della terra che coltiviamo e che, responsabilmente, dobbiamo lasciare alle generazioni future”.
I suoli
I suoli della tenuta, che si sono formati a seguito delle esondazioni del Livenza, hanno origini geologiche diverse, ma risentono anche dei detriti trasportati negli anni da altri fiumi e dalle colline delle Prealpi permettendo, oggi, di passare, nell’arco di poche centinaia di metri, da suoli limosi a suoli argillosi, fino a suoli molto calcarei.
Nella zona di produzione veneta, i suoli sono considerati “caldi” poiché di colore bianco caratterizzati da tessitura da media a fine, privi di scheletro e molto ricchi di calcare, con marcata profondità esplorabile dalle radici, assenza di ristagni, ben dotati di sostanza organica, con una equilibrata presenza di minerali, in particolare potassio e magnesio.
Grazie alle buone escursioni termiche e all’equilibrato carico produttivo, le uve bianche sono ricche di sostanze aromatiche, mentre quelle rosse di sostanze coloranti e morbidi tannini; i vini mantengono inalterato il loro profilo qualitativo anche dopo un eventuale invecchiamento.
L'alta pianura friulana (Doc Friuli) a ridosso dell'arco prealpino, nell'area centro-occidentale delle Grave, tra i fiumi Meduna e Livenza, è costituita da suoli di origine alluvionale con tessitura da media a grossolana, privi di scheletro, ricchi di calcare originato dagli enormi quantitativi di materiale calcareo-dolomitico strappati nel corso dei millenni alla montagna e trascinati a valle dall’acqua.
Il terreno, anche in questo caso ricco di calcare (in loco detto “caranto”) regala alle uve aromi fruttati e floreali che renderanno i vini eleganti e piacevoli. Nelle Grave, come in tutta la viticoltura friulana, il vino porta il nome del vitigno dal quale ha origine.
I vini delle varietà a bacca bianca si presentano freschi, fruttati ed eleganti; i vini rossi sono armonici e profumati da giovani, pieni, strutturati a volte aristocratici se invecchiati.
I vini
Sono circa 150mila le bottiglie prodotte ogni anno. Nell’area friulana vengono coltivate uve Merlot, Cabernet Franc e Friulano (DOC Friuli, DOC Friuli Grave nel caso delle nostre riserve Le Bastìe).
Le varietà invece presenti nei vigneti in Veneto sono Glera per i prosecchi DOC Treviso, Pinot Grigio (DOC Delle Venezie), Pinot Bianco (per Rigole Brut e Pinot Bianco IGT Trevenezie), Chardonnay (IGT Trevenezie), Verduzzo e Refosco dal PR.
Focus: Rigole Rosso 2022 Tre Venezie Igt.
Merlot e Refosco dal peduncolo rosso si incontrano in questa bottiglia, che ci regala un vino elegante, avvolgente e di carattere. Sentori di mora, prugna e cioccolato lo rendono perfetto in abbinamento con piatti dai sapori decisi.
Ma personalmente lo troviamo perfetto anche come vino da meditazione, gustato partendo da una bassa temperatura che ci permetta poi di apprezzarne le evoluzioni successive.
Porte aperte
Più di ogni altra cosa è l’esperienza diretta a permettere agli ospiti e agli amanti del vino di entrare davvero in contatto con la vera essenza dell’azienda. Tenute Tomasella organizza per questo diversi momenti di accoglienza, per portare il consumatore a conoscere a pieno di valori che li contraddistinguono attraverso visite e degustazioni dei prodotti: i tour della cantina sono infatti seguiti dalla degustazione dei vini dell’azienda, pensate sia per wine lovers in avvicinamento ai vini, sia per i più esperti.
Con possibilità di accompagnare il tasting con i prodotti tipici della tradizione, per vivere appieno il territorio.
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