Lugana, eleganza e freschezza
di S.C.
Fresco, inconfondibile, espressione di un territorio di rara bellezza di cui continua a essere elegante e stimato ambasciatore. Il Lugana continua a conquistare gli amanti del buon bere e i turisti che nella stagione estiva si riversano nel territorio gardesano, ma al tempo stesso prosegue con la conquista di un numero sempre più alto di mercati, europei e extracontinentali. D’altronde la Denominazione è racchiusa in una zona dalla doppia appartenenza, veneta e lombarda, con un curioso bilanciamento di forze in campo, dove ad avere un ruolo determinante è la presenza del lago di Garda, al quale si deve il merito di un clima unico e ideale per una perfetta maturazione delle uve.
Alcuni dati
A oggi la superficie vitata è di circa 2.600 ettari, e la produzione si aggira intorno a 28 milioni di bottiglie annue. I
l valore attuale per ettaro di vigneto raggiunge punte di 400.000 euro, in aumento del 14% rispetto al 2023.
Il prezzo medio delle uve si attesta tra 2 € e 2,30 € al kg, quello medio per bottiglia al supermercato ha raggiunto i 9 € ciascuna, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, ponendo il Lugana in una posizione di vertice tra i bianchi DOC italiani.
Circa il 60% della produzione è destinata all’estero, con mercati principali in Germania, Austria a Svizzera, seguiti da Benelux, Regno Unito e Stati Uniti, per un totale di ben 65 paesi di esportazione. Di certo il mercato interno sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, complice anche una crescente presenza di produttori under 40, competenti e pronti a custodire un patrimonio di tradizioni e di bellezza, prova di un fruttuoso cambio generazionale in crescita, capace di coinvolgere maggiormente i consumatori più giovani che si affacciano al mondo del vino.
Il Consorzio e la scommessa su enoturismo e sostenibilità
A contribuire costantemente alle politiche di promozione del Lugana e del suo territorio ci pensa il Consorzio Tutela Lugana DOC, istituito nel 1990, che attualmente vede presidente Fabio Zenato e direttore Edoardo Peduto, e che conta a oggi 214 associati. È proprio Peduto a dichiarare l’immenso patrimonio costituito dal turismo, capace di veicolare la passione per il vino del Garda: "Il nostro lago continua a confermarsi una meta di riferimento, con oltre 25 milioni di presenze e un'offerta turistica di alta qualità. Siamo fieri dei risultati ottenuti, anche grazie al Progetto Enoturismo in Lugana, promosso dal nostro Consorzio di Tutela, ma vogliamo puntare ancora più in alto, lavorando per migliorare ulteriormente l’accoglienza, in sinergia con le aziende, le amministrazioni e gli enti locali. L’enoturismo sta dando un forte contributo al territorio, con circa il 15% del fatturato delle cantine derivante dalla vendita diretta, e i grandi investimenti delle aziende stanno valorizzando la Denominazione attraverso progetti innovativi ed esperienze uniche”. A sostegno di questo impegno, la zona vanta innumerevoli strutture ricettive per tutti i gusti e le tasche: dall’ospitalità di lusso, con ben 3 ristoranti stellati all’interno dell’area della Doc e 12 in totale sul lago di Garda, ai campeggi, dalle terme ai campi da golf, ai centri benessere.
Insomma, ormai il contesto territoriale del Lugana si è trasformato in una “wine destination” da godersi tutto l’anno. Con una spiccata attenzione al contatto con la natura: proprio il Consorzio ha ideato, tra gli altri, anche il progetto “Lugana On Foot: camminando tra le vigne del Lugana”, un cammino che riunisce splendidi paesaggi, luoghi caratteristici ma soprattutto realtà vitivinicole in grado di trasmettere l’essenza del territorio. Ed è ancora il Consorzio ad accompagnare le imprese verso un maggior investimento nella sostenibilità: da inizio 2023 gestisce il progetto di certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) e il relativo controllo di conformità, nell’ottica di indirizzare la denominazione verso uno standard unico di sostenibilità vitivinicola.
Oggi oltre il 60% degli ettari ha già raggiunto, o è in fase di ottenerla, la certificazione di sostenibilità SQNPI, Equalitas o certificazione biologica.
Ma c’è anche un gran Priorato del Lugana…
La Confraternita del Gran Priorato del Lugana è un'associazione nata nel 1980 con sede a San Martino della Battaglia di Desenzano del Garda (Brescia) che ha lo scopo di contribuire alla promozione dell’enogastronomia locale e nazionale e in particolare alla divulgazione dei vini Lugana. Se ne diventa “novi priori” con un cerimoniale d’iniziazione che prevede la chiamata del candidato da parte del Maestro delle Cerimonie e la consegna delle insegne per opera del Gran Priore, che appoggia sulla spalla del novizio un pastorale ricavato da un ramo di vite intrecciato con una frasca d’ulivo, mentre il nuovo sodale sorseggia un calice di Lugana.
Brezza e clima mite, la ‘culla’ perfetta per la Turbiana, in tutte le sue interpretazioni
Alla base della denominazione c’è il Turbiana, o Trebbiano di Lugana, che trova nei suoli a sud del lago di Garda un insieme di elementi capaci di esaltarne le maggiori potenzialità a partire dai terreni morenici, composti stratificati di argilla e rocce calcaree, densi e ricchi di minerali. Sono loro i veri custodi del profilo organolettico del Lugana. Al suolo si aggiunge un microclima mite e costante: le brezze lacustri, che favoriscono l’assenza di umidità e aiutano a mitigare sbalzi di temperatura, spirano in direzioni diverse a seconda del momento della giornata. Alla mattina un vento più fresco, detto Pelèr, e al pomeriggio l’Ora del Garda che soffia da sud. Questo permette di avere temperature costanti durante tutto l’anno, senza gli eccessi delle escursioni termiche giornaliere tipiche della regione padana e una ventilazione che consente un’ottima gestione fitosanitaria. La Turbiana presenta un germogliamento un po’ tardivo e un’epoca di maturazione che può essere collocata nella seconda decade di settembre. Il grappolo si presenta a forma piramidale e compatto, con una buccia spessa.
La ricerca
Negli ultimi 15 anni il lavoro del Consorzio si è concentrato molto sulla caratterizzazione clonale del vitigno, con una selezione di quegli esemplari in grado di differenziarsi per qualità, sanità, maturazione e intensità gustativa delle uve. Dopo un lungo periodo di prove su campo, selezionando e studiando vigne vecchie di Turbiana, sono stati registrati nel 2021 tre nuovi cloni TURBIANA CTL1, TURBIANA CTL3, TURBIANA CTL5, che si sommano ad altri tre registrati nei primi anni 2000. Questa biodiversità clonale è prova della differenziazione della Turbiana da altri vitigni. Pur condividendone il patrimonio genetico, se si analizzano i marcatori sensoriali vediamo un profilo completamente diverso, più spostato verso note balsamiche e floreali che rendono i vini del Lugana DOC unici e identitari.
Profumi, interpretazioni, abbinamenti
Da un punto di vista aromatico la Turbiana spicca per le note agrumate e floreali, con delicati sentori di mandorla. Nell’invecchiamento presenta aromi di frutta candita e pietra focaia, soprattutto nei lunghi affinamenti sui lieviti.
Quando si parla di Lugana DOC, si fa riferimento a cinque anime diverse: fresca, giovane, profonda, complessa, vellutata. Ognuna di queste nasce da una caratteristica della Turbiana e consente di dare origine a diverse interpretazioni. Ecco allora il Lugana Spumante, prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti, sia con il metodo classico, perfetto per gli antipasti o piatti freschi e leggeri; il Lugana d’annata, il motore produttivo di tutta la denominazione, che copre quasi il 95% della produzione della Doc, col suo colore giallo paglierino tenue e riflessi verdognoli e i profumi delicatamente floreali, con un accenno di note di mandorle, ideale per piatti a base di pesce di lago oppure esotici, come il sushi o il sashimi; il Lugana Superiore, introdotto nel disciplinare di produzione a partire dal 1998, che con un affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia, e il suo colore più dorato, offre sentori di erbe di campo, di clorofilla, di mela matura, di agrume maturo, e si sposa con piatti a base di pesce crudo, formaggi morbidi, piatti semplici conditi con erbe aromatiche; il Lugana Riserva naturale evoluzione della tipologia Superiore, con un invecchiamento o affinamento di almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, con note di pietra focaia e sentori balsamici, una mineralità più calda al palato, ma parimenti avvolgente, sapida e persistente, vino ideale per primi a base di pesce dal sapore deciso, formaggi stagionati, cucina fusion e agrodolce. E infine troviamo il Lugana Vendemmia Tardiva, ottenuto con una surmaturazione in pianta e raccolto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio.
Queste uve più ricche e concentrate conferiscono al Lugana un profilo tendenzialmente “tardivo”, quindi più morbido e denso, ma non eccessivamente dolce, perché il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità, sul modello delle Vendange Tardive alsaziane, o delle Spätlese tedesche.
Un vino perfetto con dolci a base di frutta fresca, ma interessante anche abbinato a formaggi stagionati o erborinati.
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