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Iva Casson: sogno e desiderio

di Lidia Mazzetto

L’evoluzione pittorica di Iva è fondamentalmente una ricerca su se stessa, in cui la realtà anima lo spirito a vivere le proprie emozioni. Pur essendo ancorata alle apparenze fenomeniche e ambientali, sposta il riferimento dal piano visivo a quello ideativo, al pensiero, aspira a forme dipinte con la mente, il sogno, il desiderio, lasciando libertà a quel modo di sentire dell’ animo che non ha confini, che può esplodere con forza e vivacità, scaricare le tensioni e godere di essenze senza limiti e fini. Il tramonto, l’onda, la notte, i Vimana, gli Enso, non sono vere e proprie visioni, ma una combinazione che fissa in una determinata unità il flusso e lo spostamento di qualcosa diverso, derivato da un principio vitale, da un pensiero. Lei che nella natura e soprattutto nelle essenze di: aria, acqua, luce, colore, s’immerge per muovere il suo pennello e la spatola alla ricerca di forme che parlano all’animo.

Ecco allora la forza delle onde, un impeto che ruota intorno a se stesso, come nella circolarità degli Enso in cui solo una persona, mentalmente e spiritualmente completa può realizzarlo, una ricerca spirituale, il cui fondamento è dato dalla creatività. La stessa che porta Iva a realizzare i Vimana, l’astronave degli Dei, in diversi colori e forme, sulle quali il fascio di luce, nel giallo e nell’oro, è punto centrale o di contrasto per rilevare la fusione di più elementi.

La sua storia è anche identità di cultura: l’oro di Venezia, la laguna, il tramonto e l’alba, sono parti integranti che rispondono alle fasi del sole o della luna, ma che sono fonte di analisi dei fenomeni, per quel dialogo che Iva crea con le varie entità.

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