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Voilà: le ostriche

di Raffaele Ferraioli

Le ostriche accompagnate da succo di limone venivano consumate in abbondanza già all’epoca di Roma antica. A quei tempi risale la creazione dei primi allevamenti che Plinio il Vecchio così descriveva: “Le ostriche del Mar di Marmara sono più grosse di quelle di Lucrino, più dolci di quelle della Bretagna, più gustose di quelle di Medoc,, più piccanti di quelle di Efeso, più piene di quelle spagnole, più bianche di quelle del Circeo. Queste ultime sono le più dolci e tenere.”

Abbiamo testimonianze molto attendibili sulle loro qualità energizzanti e afrodisiache che ci derivano finanche dalla mitologia greca. Afrodite, simbolo dell’eros, nasceva infatti da un grosso guscio di ostrica.

Michele Savonarola, avo del più famoso Girolamo, medico, vissuto nel 1400, attribuiva loro un potere seducente e sensuale probabilmente a causa della loro forma molto somigliante agli organi genitali femminili, tanto che soleva mettere in guardia i maschi contro gli istinti lussuriosi scatenati da quei molluschi. Egli stesso ne consumava grosse quantità, specie in occasione dei suoi incontri amorosi, ritenendoli un cibo da seduzione. Egli racconta questo episodio, accaduto nel corso di uno di detti incontri: “Per puro caso un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia scivolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta”.

Lo stesso Giacomo Casanova ne era un grande consumatore, come documentano i suoi diari. E così’ altri grandi amatori come Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci.

Studi recenti ci fanno capire il motivo di tanto fervore: questi molluschi sono un vero e proprio viatico per il sesso in quanto contengono un’alta percentuale di zinco e per questo aiutano il rilascio di serotonina che facilita l’ovulazione nella donna e la produzione di testosterone e spermatozoi nell’uomo, oltre...

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