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Piace ai giovani il Valpolicella Ripasso

di C. V.

Il Valpolicella Ripasso Doc, considerato il fratello minore dell’Amarone, ha visto in questi ultimi anni un incremento nel gradimento dei consumatori. Tale gradimento è dovuto sicuramente dal suo elevato rapporto qualità/prezzo oltre che al fenomeno di “moda” che è nato attorno ad un nome (che oggi è a tutti gli effetti un marchio registrato) dato che è un vino che piace ai giovani. Anche all’estero la richiesta di Valpolicella Ripasso ha visto un notevole successo ed ha reso possibile un nuovo slancio per l’enologia veronese. Il termine Ripasso indica una precisa tecnica enologica di elaborazione del vino Valpolicella che ha una lunga e consolidata tradizione che non trova nessuna pratica equivalente in altre regioni. Il Ripasso prevede, infatti, una macerazione del vino Valpolicella con vinacce fermentate di uve appassite precedentemente utilizzate per la produzione del Recioto o dell’Amarone. In pratica, alla svinatura del mosto-vino, viene messo del vino Valpolicella ottenuto da uve fresche nel medesimo recipiente a contatto con le vinacce ancora in parziale fermentazione. I risultati qualitativi dipendono: dalla tipologia del vino utilizzato per il Ripasso, dal rapporto della sua qualità rispetto a quella delle vinacce, dalla quantità di liquido ancora presente nelle vinacce fermentate dal tempo di contatto.

La tecnica del Ripasso è generalmente utilizzata allo scopo di elaborare il Valpolicella Su- periore, per cui risulta un vino con una maggior struttura e longevità rispetto al Valpolicella, una maggiore alcolicità, una acidità più bassa e maggior rotondità, un elevato valore in estratti e idoneo ad avere un invecchiamento minimo di un anno previsto dal disciplinare.

In questo contesto si inserisce la produzione del Valpolicella Ripasso, recentemente entrato a infoltire la lista dei vini a Denominazione di Origine Con-trollata offerti da questa terra a straordinaria vocazione vitivinicola. Dal marzo 2010, si possono fregiare del marchio D.O.C....

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